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L’estate nera australiana ha ucciso almeno 34 persone e ha devastato la nostra casa comune.
(Foto: Dipartimento Australiano per l’Ambiente, il  Territorio, l’Acqua e la Pianificazione)

Questa è una riflessione di Sam Smythe, uno studente di 10 anni del St Paul’s Catholic College di Manly, New South Wales, Australia. Sam scrive sulla Black Summer australiana.

Da giugno 2019 a maggio 2020, gli incendi hanno bruciato circa 18,6 milioni di ettari, distrutto più di 5.900 edifici e ucciso almeno 34 persone.

Quello che è successo mi ha colpito profondamente, mi ha totalmente distrutto. Tutto ciò che volevo fare era unirmi ai vigili del fuoco rurali; sentivo di dover fare qualcosa, purtroppo ero troppo giovane. Mi sentivo impotente, non c’era niente che potessi fare per dare un aiuta mentre si propagava il peggior incendio boschivo che fosse mai stato registrato.

Migliaia di case e proprietà si sono trasformate in nient’altro che cenere e fumo, fluttuando nell’atmosfera. Mezzi di sussistenza rovinati, famiglie sconvolte e mezzo miliardo di animali selvatici uccisi o colpiti.

Noi australiani e il mondo intero, abbiamo visto in quell’estate australiana gli effetti del cambiamento climatico.

E il governo rifiuta di finanziare l’energia rinnovabile per sostituire i combustibili fossili. Continuiamo a bruciare carbone, guidare auto che emettono anidride carbonica e abbattere alberi per cosa, soldi? Perché non ci piace cambiare?

Gli incendi boschivi della Black Summer australiana hanno  cambiato il mio modo di pensare. L’estate mi ha fatto iniziare a impegnarmi ad agire e spingere per un cambiamento in questo mondo, perché esistono alternative e  soluzioni.

Sam Smythe

Immaginate se ignorassimo i risultati del massacro di Port Arthur, in cui 35 persone sono state uccise e 23 ferite in Tasmania, in Australia? Immaginate se l’allora primo ministro australiano John Howard non avesse guidato lo sviluppo di leggi più severe sulle armi? Quali sarebbero state le conseguenze?

In questo momento, abbiamo le soluzioni che permettono di evitare i peggiori effetti della crisi climatica, che possono creare un domani migliore. Eppure ci rifiutiamo ancora di passare alle energie rinnovabili, anche se le soluzioni sono prontamente disponibili e a nostra disposizione. Quindi, cosa stiamo facendo? Questo è quello che mi chiedo.

Mesi fa, non riuscivo a respirare. Era come se qualcuno mi avesse soffiato il fumo di sigaretta in faccia. L’ho sentito per tutto il tempo: mentre arrivavo a scuola per la prima volta dopo sei settimane; mentre scendevo dall’autobus; quando sono andato al mio armadietto per prepararmi per l’inizio della giornata.

Gli incendi bruciavano da circa quattro mesi. Non siamo stati in grado di uscire per un paio di giorni perché quegli incendi avevano generato così tanto fumo che l’aria non era più respirabile.

I canali meteorologici hanno dovuto individuare una nuova categoria meteorologica per la foschia da fumo perché era sempre costante. Decenni di distruzione ambientale e gli effetti del nostro dominio attraverso l’emissione di anidride carbonica si sono abbattuti su di noi in 240 giorni di turbolenze ambientali.

Gli effetti sono stati osservati astronomicamente dallo spazio con avvistamenti di fumo alla deriva verso la Nuova Zelanda.

Guardavo al telegiornale canguri e koala bruciati, incapaci di difendersi dalla forza dei nostri errori passati. Questo mi ha colpito profondamente.

Vedere il prezioso e unico carico delle nostre contee cadere vittima della nostra mancanza di sostegno e della ritardata realizzazione di questo problema globale.

Ciò che mi ha colpito più di tutto è stata la foto di un canguro bruciato a morte, con la testa incuneata attraverso una recinzione, impossibilitato a scappare.

Non possiamo semplicemente restare a guardare ciò che accade. Ecco perché ho sentito il bisogno di scrivere, per far sentire la mia voce.

Possiamo, quindi, iniziare a lottare per un cambiamento in futuro, perché noi australiani meritiamo di meglio.

Abbiamo bisogno di qualcuno che sia disposto a finanziare gli sforzi di individui altruisti che si adoperano per  salvare gli altri. Questo splendido paese merita di avere una possibilità di sopravvivenza in futuro.

Non voglio essere il motivo per cui i miei nipoti o anche i miei figli non possano apprezzare le bellezze naturali che i miei genitori, io e tanti altri abbiamo potuto, invece, godere.

Quindi, cosa stiamo facendo? Cosa stiamo aspettando? Anche una sola persona ha il potere di fare la differenza. Sii il cambiamento che vuoi vedere. Grazie.

Puoi trovare altre storie sull’Oceania nella Risorsa Laudato Si’  di Marzo, disponibile qui.